LUNI SUL MIGNONE

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LUNI SUL MIGNONE


Pian di Luni era il nome del luogo su cui sorgeva l’antico insediamento di Luni. In seguito agli scavi archeologici dei primi anni Sessanta del secolo scorso, la località fu ribattezzata Luni sul Mignone per distinguerla dalla città di Luni situata in Lunigiana. Quello di Luni sul Mignone è un pianoro di quasi sei ettari a circa 100 metri sul livello del mare, sulla riva destra del fiume Mignone, tra le confluenze dei torrenti Vesca e Canino.

Il sito archeologico è disposto su una tipica area difesa, occupata dall’età del Bronzo (XVI sec. a.C.) al Medioevo (XIV sec. d.C.). Tra il 1960 e il 1963 vi si svolsero le campagne di ricerca e scavi archeologici dell’Istituto Svedese di Studi Classici di Roma con la partecipazione del re di Svezia Gustavo VI Adolfo. Dalla ricerca sono scaturite nuove conoscenze sulle vicende del popolamento preistorico e protostorico dell’Italia e sulla cronologia relativa e assoluta delle culture dell’età del Bronzo. A Luni sono state portate alla luce antiche strutture abitative, difensive, religiose e funerarie: le cosiddette “case appenniniche” e la tomba a grotticella artificiale dell’età del Bronzo medio (XVI-XV sec. a.C.), i fondi di capanne e la grande casa seminterrata dell’età del Bronzo finale (XI-X sec. a.C.), strutture abitative etrusche (VII-VI sec. a.C.), il fossato e le mura etrusche (IV sec. a.C.), una chiesa rupestre altomedioevale con annesso cimitero (VII-VIII sec.) e gli avanzi di un altro edificio religioso medioevale (XI-XII sec.). Tra gli oggetti di cultura materiale rinvenuti negli strati protostorici delle “case appenniniche” quelli che hanno suscitato un particolare interesse tra gli studiosi sono stati i frammenti di ceramica micenea, datati tra il 1300 e il 1230 a.C., in base ai quali è stata provata l’esistenza di traffici tra la Grecia e l’Italia mediotirrenica già nella metà del secondo millennio a.C.


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